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4 giugno - 3 luglio 2016

Pittura e Fumetto Artista Perfetto

Pablo Echaurren - Vincenzo Mollica
Cronaca disegnata di una Amicizia

Città di Castello, dal 4 giugno al 3 luglio 2016, ospiterà la mostra “Pablo Echaurren e Vincenzo Mollica: Pittura e fumetto artista perfetto – Cronaca disegnata di una amicizia” presso la Sala del Camino di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Mostra di disegni, tavole e quadri.

La presentazione della mostra si terrà sabato 4 giugno alle ore 17:00 nella Sala dei Fasti di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio,
alla presenza degli autori.

 

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La mostra sarà visitabile fino a domenica 3 luglio 2016, con i seguenti orari:
Giovedi e Venerdì: 16:00/19:00
Sabato e Domenica: 10:00/12:00 e 16:00/19:00
Ingresso libero.

"Pablo Echaurren è un genio prestato alla pittura, arte che vive senza barriere, senza steccati, con una libertà fantasiosa e coraggiosa. In lui la pittura vive come un fiore con più petali: illustrazione, fumetto, collage, scrittura, sperimentazione. Nessuno riuscirà ad ingabbiarlo, a circoscrivere le sue invenzioni artistiche. Il suo talento pittorico viaggia oltre gli schematismi, oltre i pruriginosi intellettualismi. Tutto in lui si fa pittura: come pensa, come parla, come disegna, come scrive. La sua arte pura non conosce abitudini e ripetitività, cerca solo emozioni, bellezza e verità. Il suo primo disegno l’ho visto quarant’anni fa, era un paesaggio narrato in tanti quadratini. Era una fotolitografia stampata in migliaia e migliaia di copie che veniva regalata dalla rivista “Bolaffi arte”. Mi colpì subito, perché in quel quadro c’era qualcosa di inatteso e sorprendente. Cercai subito altre opere di questo artista, quando le trovavo riprodotte sui giornali le ritagliavo. Conservo ancora quell’album pieno di immagini, che continua a regalarmi stupore, incanto, come se fossero immagini ideali da non perdere mai di vista. Ci siamo conosciuti quasi subito. Andai a trovarlo a casa sua con la mia ragazza di sempre per sempre Rosa Maria. Così conobbi Pablo e la sua ragazza di sempre per sempre Claudia. È nata così, semplicemente, una bella amicizia che non ha mai smesso di esistere. Un’amicizia fatta di stima e ammirazione, ma anche di grande simpatia per questi due giovani che vivevano la cultura e l’arte con cervelli liberi, lontani anni luce dagli schemi ideologici che l’epoca imponeva. Io portavo la mia passione per il fumetto e lui mi fece capire che la pittura è un grande fiume, pieno di tanti affluenti, uno dei quali poteva essere benissimo il mondo delle nuvole parlanti. Maturai in quel periodo l’idea che il fumetto è arte, cosa che non veniva accettata dalla cultura ufficiale. Complice di questo mio pensiero fu Mauro Paganelli, che aveva da poco fondato gli Editori del Grifo. Con lui nacquero libri e mostre che si muovevano in questa direzione: considerare il fumetto come un’espressione artistica e non esclusivamente come un’espressione seriale. Credo che a far maturare questo pensiero nella mia mente siano state fondamentalmente proprio le opere di Pablo Echaurren. Fu un cambio di prospettiva essenziale nella mia vita: cercare l’arte dove non veniva riconosciuta. Vorticosamente nella mia mente nacquero tante idee che mi regalavano entusiasmo. Ho sempre coinvolto Pablo in queste iniziative. Generosamente non mi ha mai detto di no. Credo di essere diventato addirittura un vero disturbatore, ma i sorrisi accoglienti di Pablo e Claudia mi incoraggiavano a continuare. Ero talmente innamorato dell’arte di questo pittore che, da scarabocchiatore, cercai perfino di copiare alcuni suoi quadri per capire come facesse a disegnare in maniera così sublime. Tutto sembrava semplice, come la bellezza, ma non era così, perché a muovere tutti i segni era un immenso talento. A condividere con me la mia passione per l’arte di Pablo c’erano altri miei amici: Federico Fellini, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Francesco De Gregori. Con le biografie a fumetti di Marinetti, Majakovskij, Dino Campana, Pablo è stato il primo a tradurre la parola fumetto in letteratura disegnata, magnifica definizione di Hugo Pratt. Oggi si direbbe graphic novel, ma io continuo a preferire la definizione del maestro di Malamocco. Queste biografie erano e sono dei capolavori, perfetta fusione di pittura e letteratura. Ho avuto la fortuna di veder nascere la passione per il futurismo in Pablo e in Claudia, che li avrebbe portati ad essere collezionisti e studiosi a livello mondiale della più importante avanguardia del novecento. Il tutto vissuto con una passione rara e una navigazione contro corrente che ai miei occhi li rende ancora più illuminati. Quando negli anni 90 nacque la rivista “Il Grifo”, che dirigevo, chiesi a Pablo di tenere una rubrica fissa. In maniera quasi istantanea mi disse il titolo che la spiegava perfettamente: pittura e fumetto artista perfetto. Così si chiama questo libro, così si chiama la mostra che l’accompagna. Era tanto tempo che avevo voglia di raccontare in maniera illustrata la mia lunga amicizia con Pablo. Nel senso che in questo libro e nella mostra ci sono molti dei disegni che gli ho chiesto da disturbatore e molti di quelli che lui generosamente mi ha regalato. C’è anche un fumetto che sarebbe dovuto rimanere inedito. Si tratta del primo fumetto disegnato da Pablo intitolato: Sto Picasso. Fumetto in cui faceva incontrare l’arte di Sergio Tofano con quella di Picasso, o meglio il signor Bonaventura con Les demoiselles d’Avignon. Pablo mi ha sempre proibito di pubblicarlo, invece è una meraviglia! Sono felice di poter condividere con voi lettori questa splendida storia, in cui fumetto e pittura si incontrano per regalare sogni artistici avventurosi che ci accompagneranno sempre. Un grazie speciale lo devo agli amici di Tiferno Comics e in particolare a Gianfranco Bellini e a Franco Barrese. Ultimo pensiero in rima: Pablo Echaurren è un pittore narratore che sa come spalancare le porte del cuore."

Vincenzo Mollica

 

 

"Ne è passata d’acqua sotto i ponti. Ne abbiamo fatte di cose, Vincenzo & io. E sotto i ponti non ci siamo finiti, anzi. I ponti li abbiamo addirittura costruiti. Ponti mentali, ponti concettuali, ponti fattuali. Abbiamo messo in contatto stretto la pittura e il fumetto, sperando di dare una scossa ad entrambi. Sperando di farli comunicare, di ibridarli, di rigenerarli, di trasmettergli quell’urgenza di continuità che dovrebbe tenere insieme tutte le forme d’arte. Ma niente. Sono cocciuti! Non ci sentono. Volevamo che finisse questa eterna stupida separazione tra arte nobile e ignobile, tra alto e basso, tra arte popolare e d’élite. Ne è passato di tempo da quando Vincenzo mi ha cercato telefonando alla redazione di “Lotta Continua”. Era l’inizio del 1978, all’epoca io avevo smesso di fare il pittore, non volevo più essere un artista “professionista”, l’arte con la maiuscola e con l’ego stampato in fronte mi stava stretta. Credevo che il movimento sarebbe stato il naturale interprete del sogno di creare e cavalcare l’idea di un’arte diffusa, di un’arte alla portata di tutti all’insegna del grido di battaglia: “Siamo tutti Duchamp!”. Vincenzo invece se ne fregava di tutte queste mie ubbie. Lui metteva insieme i pezzi che m’ero lasciato alle spalle. Raccoglieva le copertine che avevo fatto (e che, per campare, ancora facevo) per le edizioni Savelli, riconosceva e ritagliava i disegni (rigorosamente anonimi) che il giornale (“Lotta Continua”) pubblicava. Anzi mi chiese perfino di comprarne uno, un originale. Gli spiegai che i disegni finivano in tipografia e poi sparivano, nel secchio della mondezza soprattutto. Oppure se li fregavano quelli che passavano. Gli dissi che gliene avrei messo da parte qualcuno, ma gratis, ovviamente. Non so se poi l’ho fatto davvero, non davo molta importanza a quei foglietti che ora, recuperati e riconsegnati all’autore da parte di qualche volenteroso che ha restituito il maltolto, sono finiti per lo più alla Beinecke Library della Yale University (“Echaurren Papers”). Fatto sta che con Vincenzo (e con Rosa Maria) è nata un’amicizia che dura ancora. Fatto sta che insieme abbiamo inventato una nuova formula d’intervento grafico sulle riviste del fumetto: le biografie di artisti d’avanguardia. Fu Vincenzo che mi chiese di scrivere e disegnare Caffeina d’Europa (Vita di Filippo Tommaso Marinetti). Fu sempre Vincenzo che si comprò un biglietto d’aereo (e allora costicchiava un bel po’) per portarmi alla Milano Libri affinché mi pubblicassero (a puntate su “Linus”) la storia. E quando la direttrice del mensile interruppe all’improvviso le puntate previste a causa dell’irruzione, nella narrazione, degli anni del Marinetti “fascista”, Vincenzo pubblicò l’intera sequenza presso le Edizioni del Grifo facendo precedere il libretto da un breve testo di Hugo Pratt. Ora qualcuno sostiene che quel fumetto sia stato uno dei primi esempi di graphic novel, ma nessuno di noi all’epoca si sarebbe mai sognato di chiamarlo così. Si deve alla nostra collaborazione, o meglio alla nostra amicizia, se abbiamo scardinato alcune certezze sulla liceità di mescolare le carte, sulla necessità di scardinare certezze e cancellare separatezze. Sul desiderio di trasferire nel fumetto i segni dell’avanguardia artistica del novecento affinché ne traessero beneficio tanto il fumetto quanto l’avanguardia. Ci siamo riusciti? Quién sabe?"

Pablo Echaurren

 

 

"Pablo Echaurren ha guardato il mondo dei colori disneyano, l’ha mangiato, l’ha digerito e l’ha riproposto con ricerca pittorica che si è trasformata in un itinerario fumettistico pieno di scomposizioni. Ed è in questo percorso che Echaurren ha ritrovato l’ingenuità delle impressioni della sua fanciullezza."

Hugo Pratt

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Pratt e Corto a Venezia

Tavole Fotografie e filmati relativi alla produzione di Hugo Pratt ambientata a Venezia
Da sabato  17 settembre a domenica 16 ottobre