Tiferno Comics 2011


 

Un uomo che è un mosaico di personaggi, eroi, disegnatori, i loro figli e le loro figlie e nipoti e tanti, tanti amici del fumetto, sempre più numerosi. Un’avventura che li unisce e che non finisce mai e che ogni anno si arricchisce di colori, tavole, occasioni di incontro: quella di Tiferno Comics. Tanti uomini legati dalla stessa passione, un’avventura che è quella in cui siamo felici di avervi coinvolto e che è come la tela di Penelope al contrario: cresce andando avanti e indietro nel tempo e nello spazio, riuscendo a catturare e arricchirsi dei tasselli più preziosi del mondo dei fumetti. Questo speravamo (forse il termine giusto era sognavamo) che diventasse la rassegna tifernate. Questo oggi è ciò che ha l’ambizione di poter voler essere il nostro appuntamento. Ed è la cosa più bella che possiamo dirvi, per accogliervi in questo nuovo capitolo della vostra avventura. Un’avventura  che ognuno deve sentire come propria, perché tutti abbiamo contribuito a costruirla, essendone un mattoncino. Poi che c’entra, sappiamo bene che, se è vero che tutti i mattoni degli amanti dei comics sono fatti della stessa creta, è altrettanto vero che ad alcuni di essi, come direbbe un nostro amico, la cottura ha riservato quel cretto che li rende differenti. E se ad alcuni di noi è toccato al massimo forse il cretto della follia – ma noi Amici del fumetto possiamo avanzare, quale scusante, che la qualità della pietra serena dalle nostre parti è particolarmente vulnerabile - solo pochi hanno avuto in sorte quello del genio. Ecco, quello di cui possiamo andare fieri, è che questo anno Tiferno Comics ne ha riuniti assieme un bel po’. Ad onore del vero, dobbiamo riconoscere che non è stato troppo difficile, avendoci pensato diversi lustri fa, con la sua geniale lungimiranza, colui che può essere considerato la pietra angolare del fumetto italiano, impastata con una creta evidentemente speciale: Sergio Bonelli. Un pietra angolare che abbiamo fatto nostra. Beh, lasciateci dire che fin dall’inizio abbiamo saputo costruire bene l’avventura, avendola fatta poggiare su basi solide: vorrete riconoscerci il merito di aver operato bene nella posa della prima pietra, con la quale abbiamo dato il via alla prima rassegna, e che non a caso porta il nome del bonelliano Tex Willer? Ma chi lo avrebbe detto che saremmo riusciti a veder inciso proprio il suo nome? Invece eccoci con Sergio Bonelli. Un uomo un avventura. Eccoci a Città di Castello con l’avventura di un genio, che giustamente Vincenzo Mollica ha definito il Walt Disney italiano. E siccome a questo complimento straordinario, tanto straordinario che solo Sergio Bonelli poteva meritarsi, è impossibile poter aggiungere altro, concludiamo facendo ancora nostre le parole di Mollica, per riconoscere quell’unico neo della genialità di Bonelli che non gli perdoneremo mai: ci ha viziato così tanto “che mai ci sazierà”.

 

Il presidente degli Amici del Fumetto di Città di Castello

Gianfranco Bellini