mostra 2013


            Quando gli amici di Tiferno Comics, appassionati di nuvole parlanti, capitanati dall'ormai mitico Bellini, mi hanno comunicato che avrebbero dedicato una mostra ad Andrea Pazienza, un sentimento di gratitudine ha attraversato la mia mente fumettistica. Il perché è molto semplice: ogni mostra che si dedica a Paz arriva come un bel regalo per le emozioni che la sua arte riesce sempre a seminare. È come se ci fosse ancora, con il suo bel volto sornione, la sua voce da incantatore, il suo talento smisurato a dirci: "Guarda cos'ho combinato, tu non mi vedi, ma osserva bene e in ogni  , in ogni quadro, in ogni parola mi troverai". Ed è quello che faccio tutte le volte che voglio ritrovare Andrea, che mi ha fatto dono della sua amicizia con generosità, io che sono un granello di polvere di fronte alla luminosità della sua genialità. Qualsiasi definizione si dia alla sua opera è assolutamente riduttiva, è come ingabbiarlo, perché Pazienza è stato il più libero degli artisti e insieme il più innovativo, la sua espressività artistica s'incarnava in quello che disegnava e scriveva: era la storia che narrava, la faccia che dipingeva ,il corpo che evocava, l'anima dell'avventura umana che faceva ballare come in una inesauribile taranta. Si è sempre sentito un artista e ha vissuto da artista Paz, non conosceva frontiere ,niente poteva fermare la sua fantasia che prendeva forma mescolando pittura, letteratura e fumetto. Apparentemente ha raccontato il suo tempo in realtà è come se avesse condensato nei suoi trentadue anni di vita la storia dell'umanità: dalla genesi all'apocalisse, con dolore e allegria, passando come un bel vento che pulisce l'aria e regala luce dov'è buio, intelligenza dov'è confusione, ironia dov'è stupidità, meraviglia dov'è abitudine, fuoco dove tutto sembra senza vita. Mariella e Michele, sorella e fratello di Andrea Pazienza fanno molto per tenere acceso il fuoco della sua arte, lo fanno con amore e con passione, come dimostra questa mostra che riempie il cuore di emozione allo stato puro, come solo la bellezza sa regalare. Quella bellezza artistica che Giuliana ,mamma di Paz, ha visto negli occhi di Andrea fin da quando era piccolo e faceva con la matita dei segni che avevano già un senso compiuto. Quella mamma che Andrea ha disegnato mille volte senza mai darlo a vedere. Milo Manara, di recente, dovendo disegnare il giovane Caravaggio gli ha dato il volto di Pazienza, dicendo che il Caravaggio del nostro tempo è stato proprio lui. Ha ragione! Paz ha portato nel nostro tempo con la sua arte una vera tempesta di bellezza che non si placherà mai.

Vincenzo Mollica